PROGETTO “Sicurezza degli edifici e delle infrastrutture”

Con Ordinanza del Presidente del consiglio dei Ministri n. 3274 del 20.03.2003 concernente “ Primi elementi in materia di criteri generali per la classificazione sismica del territorio nazionale e di normative tecniche per le costruzioni in zona sismica”, pubblicata sul Supplemento Ordinario n° 72 della Gazzetta Ufficiale n° 105 del 8 Maggio 2003, sono stati introdotti e approvati:

  • i “ Criteri per l’individuazione delle zone sismiche – individuazione, formazione e aggiornamento degli elenchi delle medesime zone”; in una “fase di prima applicazione” la classificazione regionale si basa su un elenco di comuni fornito direttamente nell’ Ordinanza;
  • le “Norme tecniche per il progetto, la valutazione e l’adeguamento sismico degli edifici”;
  • le “Norme tecniche per il progetto sismico dei ponti”;
  • le “Norme tecniche per il progetto sismico delle opere di fondazione e sostegno dei terreni”;

L’Ordinanza prevede altresì di avviare un’ulteriore significativa e strategica azione di riduzione del rischio sismico attraverso la preventiva valutazione di sicurezza degli edifici strategici e di quelli rilevanti in seguito alle possibili conseguenze di collasso.

I proprietari di tali edifici dovranno infatti effettuare dette valutazioni entro cinque anni (art.2, comma 3).

Rispetto a tale tematica la Regione Marche, con la D.G.R. n. 712 del 4 aprile 2001 , nell’ambito dell’intesa istituzionale Stato-Regione Marche del 2000, in attuazione dell’art. 2 della legge 61/1998 relativa alla ricostruzione post-terremoto, aveva già attivato una prima indagine sulla verifica della vulnerabilità e del danno atteso da rischio sismico su oltre 50 Comuni della fascia montana, colpiti dal sisma, esaminando 449 edifici cosiddetti “strategici”. Tra gli edifici strategici particolare attenzione era rivolta alle scuole, alle sedi municipali e alle strutture ospedaliere.

Con successiva D.G.R. n. 1971 del 12 novembre 2002 tale procedura veniva estesa a tutto il territorio della regione Marche per le citate tipologie di edifici strategici, riservandosi, con ulteriori atti ed in relazione all’avanzamento dell’attuazione del progetto medesimo, di incrementare l’attività di analisi per addivenire ad un suo celere completamento.

L’11 novembre 2003, con deliberazione n.1520, la regione Marche, d’intesa con il Dipartimento delle Protezione Civile, ha definito nel dettaglio la tipologia degli edifici e delle opere da verificare ed ha fornito le indicazioni per le verifiche tecniche da eseguire al fine di porre i proprietari nelle condizioni di dare inizio agli interventi cognitivi secondo quanto previsto all’art. 2, comma 3, dell’Ordinanza medesima.

In data 31 maggio 2004 la Regione Marche e il Ministero dell’Economia e delle Finanze la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento delle Protezione Civile hanno stipulato il seguente Accordo di Programma Quadro in materia di “Interventi con profili di alta rilevanza strategica ed innovativa connessi alla ricostruzione nel territorio marchigiano colpito dagli eventi sismici del 1977. Sicurezza degli edifici e delle infrastrutture” e ne ha dato attuazione con la D.G.R. 1103 del1/10/2004 .

Lo scopo dell’Accordo è quello quindi di ampliare, in prima battuta, le conoscenze sul patrimonio immobiliare esistente per poter proseguire concretamente nella politica di prevenzione sismica mirata agli edifici strategici o rilevanti, aventi maggiore priorità e quindi soggetti a maggior rischio.

L’Accordo permetterà quindi il cofinanziamento dei progetti e delle verifiche degli immobili più “vulnerabili”.

In particolare però, con il presente accordo, si potrà fornire ai progettisti incaricati dai soggetti attuatori una serie di linee guida, sotto forma di progetti standard che la Regione eseguirà in prima persona, per la materiale redazione degli elaborati richiesti nella progettazione definitiva ed esecutiva.

Peraltro, così operando, si determinerà la crescita professionale delle figure tecniche pubbliche e private coinvolte nel processo, dovendo queste effettuare la pratica applicazione della norma innovativa.

Va infine sottolineato come l’Accordo preveda il cofinanziamento degli oneri tecnici relativi alle progettazioni e alle verifiche da realizzare, in quota parte non superiore al 50%, nel limite delle risorse disponibili.

Ovviamente sarà necessaria la previa accettazione dell’ente proprietario dell’immobile interessato ad accollarsi la propria quota.

L’Accordo è costituito da due interventi che si possono consultare mediante il menu alla vostra sinistra. 

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