Azione sismica - Studio, riflessioni e conclusioni

PREMESSA AL CAPITOLO SULL’AZIONE SISMICA


Data 05/01/2006

Il Capitolo dell’azione sismica ha costituito la parte iniziale dello studio sulle normative di futura applicazione; la scelta di iniziare da quello che in entrambi i testi costituisce il capitolo 3 è nata, in intesa con i coordinatori scientifici dell’Accordo di Programma Quadro (APQ), dall’esigenza di poter confrontare in modo serrato le “Norme Tecniche per le Costruzioni” (NTC) e l’Ordinanza 3274/03 (OPCM) e s.m.i. che, sin da una prima sommaria lettura, sembravano decisamente differenti, almeno in alcuni fondamentali paragrafi.

Le conoscenze acquisite negli ultimi due anni di studio dell’OPCM, che hanno di fatto indirizzato il mondo tecnico verso nuovi orientamenti di calcolo strutturale (orientamenti rintracciabili anche nelle più recenti NTC), si sono rivelate comunque un valido riferimento per la valutazione della “ portata” tecnica del DM 14/09/2005.

Con riferimento al capitolo in esame, le differenze si sono rivelate sostanziali, denotando pur nella similitudine di approccio, un contrasto che alla fine comporta risultati progettuali diversi, obbligando comunque ad una nuova definizione dei valori di riferimento.

Le discordanze più importanti sono emerse nella definizione dello spettro di progetto per lo SLD; nel merito, si verifica una totale difformità nella forma spettrale, risultando le NTC molto più gravose nel range dei bassi “periodi” e decisamente meno penalizzanti nell’intervallo degli alti.

D’altronde non si può certamente affermare che le NTC, nell’ ambito del capitolo dell’Azione Sismica, si limitino ad indicare i principi, sovrapponendosi piuttosto in maniera totale alle specifiche della Ordinanza; conferma ne è infatti ad esempio la pressoché completa specularità nella definizione delle categorie di suolo e nella definizione degli spettri elastici, aspetti che sicuramente sono lontani dal poter essere definiti solamente “criteri”.

 

In sintesi:

  1. Le NTC hanno di fatto messo in subordine l’utilizzo dell’OPCM (che diverrà solo una norma di dettaglio al pari di altri codici internazionali) così che, nei capitoli in cui la prima si sovrappone alla seconda, deve necessariamente prevalere il decreto rispetto all’ ordinanza;
  2. La definizione dello spettro di progetto dell’OPCM, ottenuto fattorizzando lo spettro elastico di 2,5, non sembra seguire una logica apprezzabile; al contrario, le NTC, con la formula [3.2.11] definiscono lo spettro per lo SLD in maniera più rigorosa.

    Tali considerazioni finali derivano dallo studio rintracciabile nei documenti prodotti in questo periodo (rimessi opportunamente in allegato), all’ interno dei quali è possibile trovare commenti e richiami provenienti sia dal DM 14/09/2005, sia dall’OPCM.

     

    Per convenienza di lettura, si premette quanto segue:

    • In rosso sono riportati i passi delle NTC
    • In blu sono riportati i passi dell’OPCM
    • In nero-corsivo sono riportati dei commenti scritti di getto durante la stesura del documento

      Prima di indirizzare il visitatore verso il vero e proprio “giornale di bordo” è nostra premura sottolineare che tale elaborato non va inteso come testo tecnico di riferimento nel senso proprio del termine, bensì deve essere interpretato, ed eventualmente utilizzato, come documento di lettura ove si possano “apprezzare” le difficoltà dello studio specifico i cui risultati definitivi verranno poi inseriti nella pubblicazione finale prevista a compimento dell’APQ.

      Pur essendo consapevoli che allo stato attuale siamo ancora in piena fase di monitoraggio delle nuove Norme Tecniche (i noti 18 mesi di periodo transitorio), il gruppo di lavoro limiterà la portata del documento, con particolare riferimento all’evoluzione del “giornale di bordo”, alla sola modalità tecnico-applicativa delle norme in oggetto senza entrare, almeno inizialmente, nel merito delle questioni ancora sospese o dubbie di carattere giuridico-interpretative.

      Sarà nostra premura, qualora si verificassero durante il periodo transitorio importanti modifiche od integrazioni ai contenuti tecnici delle norme, riaggiornare il “valore” dei documenti già pubblicati.  

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