PRESENTAZIONE

In data 31 maggio 2004 la Regione Marche e il Ministero dell’Economia e delle Finanze, la Presidenza del Consiglio dei Ministri ed il Dipartimento delle Protezione Civile, hanno stipulato un Accordo di Programma Quadro in materia di “Interventi con profili di alta rilevanza strategica ed innovativa connessi alla ricostruzione nel territorio marchigiano colpito dagli eventi sismici del 1997. Sicurezza degli edifici e delle infrastrutture”, e ne ha dato attuazione con la D.G.R. 1103 del 1/10/2004 .

Con il mese di novembre 2005 è di fatto iniziato l’iter che darà la possibilità ai professionisti di avere in mano uno strumento di progettazione strutturale, basato sulle nuove norme sismiche, il più possibile chiaro e concreto; tale strumento avrà corpo in una pubblicazione diffusa dalla Regione Marche (testo scritto, tavole grafiche e CD Rom) e che conterrà tutte quelle informazioni che guideranno il progettista nella scelta dell’intervento e nella identificazione del metodo di calcolo più adeguato al singolo caso strutturale, segnando un strada concreta nella comprensione ed esecuzione dei metodi di verifica, ponendo particolare attenzione al caso di verifiche sismiche.

Rispetto alla data in cui fu stipulato l’Accordo Quadro col Governo, il mondo tecnico nazionale ha visto concretizzarsi l’entrata in vigore del DM 14/09/2005 (il cui utilizzo è per ora facoltativo) – Norme Tecniche per le  Costruzioni – con le quali, tramite uno strumento normativo, sono stati introdotti dei significativi cambiamenti all’approccio progettuale che di fatto costituiranno una base imprescindibile, se non altro dal mese di aprile del 2007, quando il succitato decreto sarà obbligatorio.

Si è pertanto ritenuto di fondamentale importanza, sebbene l’Accordo Quadro prevedesse a suo tempo una progettazione guida esclusivamente dedicata all’ OPCM 3274 e s.m.i., coinvolgere anche le “Norme Tecniche per le Costruzioni” che tra l’altro in talune parti costituiranno l’unica norma di riferimento; infatti, secondo quanto è previsto dal decreto, l’OPCM diventerà di fatto solo un applicativo similare ad altri codici internazionali (quali ad esempio gli Eurocodici), per cui il proprio utilizzo sarà necessariamente subordinato ai livelli di sicurezza previsti dal DM 14/09/2005.

D’altronde, come più volte detto dagli stessi autori del DM, lo scopo principale delle Norme Tecniche è quello di indirizzare il progettista verso “criteri” consolidati ed affidabili, lasciando il progettista libero di utilizzare tutti gli strumenti di dettaglio che il mondo scientifico gli mette a disposizione al fine di pervenire ad una progettazione completa e rispettosa di “quei” criteri. L’OPCM diventa dunque uno strumento fondamentale allorquando il progettista si deve cimentare in verifiche di dettaglio, quando deve progettare dettagli costruttivi, quando deve avvicinarsi in maniera concreta all’intervento su edifici esistenti.

In una nazione come la nostra, dove gli interventi sul patrimonio edilizio esistente risultano statisticamente numerosi e qualitativamente importanti, non si poteva fare a meno di concentrare, almeno inizialmente, una maggiore attenzione sulle indicazioni delle normative riguardo gli edifici esistenti, sia in muratura che in cemento armato; difatti lo scopo dell’Accordo in prima battuta sarà proprio quello di ampliare le conoscenze sul patrimonio immobiliare esistente per poter poi proseguire concretamente nella politica di prevenzione sismica mirata agli edifici strategici o rilevanti, aventi maggiore priorità e quindi soggetti a maggior rischio; ecco perché si è scelto di studiare alcuni edifici esistenti della nostra Regione particolarmente rappresentativi, che si possono collocare nella categoria di strutture importanti come le scuole (una in c.a. a Camerano (An), una in muratura a Senigallia (An)), e di strutture strategiche come il Comune di MonteCarotto (AN) che tra l’altro rappresenta un edificio in muratura inserito in un contesto storico (aggregato edilizio).

Non si vogliono comunque nascondere tutte le difficoltà che un’opera del genere, fatta di confronti serrati tra le due norme (NTC e OPCM), fatta di scelte progettuali concretizzate sulla base delle interpretazioni dei passi normativi, fatta di confronti tra metodi di calcolo che permetteranno di avere una indicazione sulla bontà o meno di un tipo di approccio di calcolo rispetto ad un altro, incontrerà nella sua redazione.

Sarà pertanto nostra premura pubblicare su questo sito una sorta di diario di bordo, che possa far capire ai vari visitatori gli ostacoli incontrati nello studio dei testi normativi e che possano  far apprezzare la “qualità” di un lavoro che assume certamente la figura di uno studio sperimentale, ma che ha la finalità di divenire un vero e proprio strumento di riferimento nella progettazione antisismica.

A tal fine, parallelamente alla redazione del succitato diario di bordo, verranno pubblicate di volta in volta tutte quelle indicazioni tecniche che il gruppo di lavoro ha ritenuto opportune e che dovranno essere seguite dai professionisti in sede di verifica e progettazione ai sensi delle nuove norme.

In un ambito nazionale in cui a tutt’oggi regna ancora una grande confusione su come poter affrontare le nuove disposizioni tecniche, la redazione delle Linee Guida che la Regione Marche produrrà alla fine di questo lavoro potrà fornire ai progettisti incaricati dai soggetti attuatori una serie di tracce, sotto forma di progetti di riferimento, per la materiale redazione degli elaborati richiesti nella progettazione definitiva ed esecutiva.

Peraltro, così operando, si determinerà la crescita professionale delle figure tecniche pubbliche e private coinvolte nel processo, dovendo queste effettuare la pratica applicazione della norma innovativa.




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